Alessandro de Luyk Google, Uncategorized

GOOGLE ANALYTICS E LA CODA LUNGA DEL TUO SITO

Vuoi cercare la Coda Lunga del tuo sito?

Ecco come fare con alcuni pratici suggerimenti.

I due grafici che seguono sono entrambi tratti dal report del traffico in GA per il SEO ovvero mostrano il report:

Ottimizzazione per i motori di ricerca // Query

Ai fini della nostra analisi delle parole chiave nella Long Tail (codalunga) sarebbe utile  poter osservare  la percentuale complessiva di traffico organico (quindi la somma della quota di traffico che si ottiene rispetto alla colonna che indica i click, e la loro relativa quota percentuale) che viene generata sul sito dalle 10 parole chiave di maggior successo.   Purtroppo però il dato “non impostato” (non set) ci impedisce di ricavare questa informazione.

CODA LUNGA ECCO COSA SIGNIFICA

<< Espressione introdotta dal giornalista statunitense Chris Anderson in un articolo dal titolo The long tail, pubblicato sulla rivista «Wired» (2004, 10; articolo poi sviluppato in un omonimo libro del 2006 dal titolo: “La Coda Lunga, Da Un Mercato Di Massa Ad Una Massa Di Mercati”). L’autore, osservando l’aspetto grafico della distribuzione delle vendite sulla rete Internet di vari prodotti, soprattutto dell’industria dei media e dell’intrattenimento, dalla musica digitale (iTunes), ai libri (Amazon), ha rilevato la presenza di una “testa”, rappresentata dalla vendita di pochi prodotti di maggior successo (top sellers) e di una c.l. che comprende invece una grandissima quantità di prodotti di nicchia, ciascuno con volumi di vendita estremamente ridotti i quali, complessivamente, generano un volume di affari superiore a quello della testa>> Tratto da:  www.treccani.it/enciclopedia/coda-lunga_%28Lessico-del-XXI-Secolo%29/

In effetti data questa definizione si scorge immediata te che la Long Tail è la rappresentazione su un piano cartesiano del comportamento di un mercato potenziale e, come illustrano gli esempi, la distribuzione e le opportunità del canale di vendita creato da Internet permette alle aziende proprio di sfruttare questo mercato con successo.

Anderson sostiene che i prodotti a bassa richiesta o che hanno un basso volume di vendita possono collettivamente (insomma nel loro insieme) costituire una quota di mercato superiore rispetto ai rivali molto venduti, che sono relativamente pochi, se il negozio o canale di distribuzione è abbastanza grande. Anderson cita ricerche precedenti di Erik Brynjolfsson, Yu (Jeffrey) Hu e Michael D. Smith, che hanno mostrato che la parte più significativa delle vendite di Amazon.com proviene da libri quasi sconosciuti, che non sono disponibili nelle librerie, e non dai bestseller. Se vuoi saperne ancora di più ti suggerisco la lettura di questo mio post sulla Scelta delle Parole chiave.

Perché appare la dicitura “non set”?

GA non registra esattamente l’attività per ragioni di privacy come spiega il Team Support:

“To protect user privacy, queries that are made infrequently and queries that contain sensitive or personal information are grouped together as (not set).” Tratto da “SEO reports”

Fortunatamente però abbiamo un altro metodo per affrontare il problema. È piuttosto qualificante, e ci permette di sostituire tale analisi di tipo algebrico, come sommatoria, almeno relativamente ai fini delle nostre valutazioni, con una che dovrebbe darci qualche interessante informazione, ovvero un’analisi fatta “a campione”.

Per farlo dobbiamo rinunciare a leggere dei dati aggregando la somma del traffico SEO generato per annotarci, invece, il traffico generato da singole parole chiave.  Insomma rinunciamo a calcolare la percentuale di traffico SEO prodotta dalle prime 10 o 20 parole chiave e analizziamo qualche singolo caso.

NOTA DI AGGIORNAMENTO DEL POST:

a seguito di modifiche che Google ha apportato nel pannello dei gestione di Analytcs questo report è stato spostato altrove. Alla fine del post ti indico come fare a trovare questi dati

codA-L1

Grafico 1 mostra i dati che entrano nella Head della curva : sono le parole chiave SEO che portano il maggior traffico al sito nel periodo selezionato.

codA-L2

Grafico 2 mostra i dati che entrano nella Long Tail  della curva : sono le parole chiave SEO che portano il minor traffico al sito nel periodo selezionato.

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Osserviamo, per esempio, il traffico portato dalla 10° parola chiave.  Essa, da sola, raccoglie il 0,44 % del traffico SEO al sito.  Per essere la 10 parola chiave [recensioni] più di successo nel SEO sembra un po’ pochetto no?

Và bene ma assicuriamoci almeno che non sia un valore estremo che andrebbe escluso.  Potrebbe essere un valore non significativo!  Il primo segnale che ci metterebbe in sospetto, il primo sintomo di errore, sarebbe dato dalla presenza di un valore di picco. E’ vero che un valore di picco non potrebbe stare in una colonna che segue un ordinamento decrescente come avviene qui, siamo d’accordo, ma stiamo solo facendo un ipotesi.  Il valore (0,44 %) non è un picco e questo nel modo corretto di affrontare l’analisi ci conferma la bontà dei restanti dati che sono nell’intorno.

L’unica vera (enorme) distorsione nella lista dei primi 12 risultati ci viene procurata dalla prima posizione con il “non impostato” che segna un vergognoso 51,85% del traffico totale!  Che possiamo fare?  Forse un reclamo a Google?  Temo proprio di no.  Però siamo tutti d’accordo: l’intera metrica dei clic (rispetto alle parole chiave) perde molto valore proprio a causa della secretazione che, da buon monopolista, ci impone con l’oscuramento dei dati contrassegnati come “non set”.  Teniamoci, dato che altro non possiamo fare, questo limite informativo e andiamo avanti ora che abbiamo appurato che il resto dei valori non presenta nessun segnale da insospettirci.  Ci tengo a sincerarmi del fatto che non pensi sia stata una prudenza eccessiva, considera invece questo apporccio una regola nell’affrontare valori statistici e non un’eccezione.  A far sballare i dati basta poco, un codice di analytics che non sia attivo in una pagina ben trafficata sarebbe più che sufficiente e la pagina potrebbe segnare persino zero traffico.  Così, nell’intorno della 10°posizione la quota di traffico detenuta da ogni parola chiave poiché risulta molto vicina al valore numerico della decima per noi è una conferma che tutto funge come deve senza errori.


Anch’io ho la coda lunga!

CONCLUSIONE : A parte l’interferenza dl “non impostato” possiamo dire che già dalla 10° parola chiave raccogliamo una quantità irrisoria di traffico e questa si attesta su una quota inferiore al 5 per mille !  Inoltre il calo di prestazioni della parola chiave è nella media dei suoi vicini di classifica.

E alla 20° posizione cosa accade? Il traffico portato da quella parola chiave è sceso allo 0,29 %
Dalla 38° parola chiave scendiamo definitivamente sotto quota 0,20%.  Insomma dalla ventesima parola chiave in poi il traffico che il sito riceve è piccolissimo.

CONCLUSIONI SULLA FASE DI RICERCA DELLE PAROLE CHIAVE NELLA CODA LUNGA

Tutto quanto sopra esposto ci insegna che su un potenziale di 3050 parole chiave registrate da GA, già a partire dalla 38°, il traffico generato da ognuna è inferiore al 2 per 1000 del traffico complessivo sul sito.

BONUS In linea di principio una lettura adeguata di questi dati diventerebbe più fedele se imposti un arco temporale piuttosto esteso così da avere una popolazione di click ampia.  Allora le percentuali summenzionate verrebbero misurate su un traffico più consistente e dunque più significativo in termini statistici.
Tuttavia in questo specifico contesto tale saggia politica non sarebbe di grande utilità. Proprio a causa del Non Set i dati sono talmente “manomessi” (ben il 51,85 % del traffico cade lì dentro) che dobbiamo accontentarci di seguire un approccio che lavora per grosse approssimazioni.   Ma ai fini dei risultati a cui vogliamo giungere questa distorsione non è grave.  A questo punto introduciamo la Long Tail.

AGGIORNAMENTO DI GOOGLE ANALYTICS E NUOVO REPORT SULLE PAROLE CHIAVE DELLA CODA LUNGA

Recentemente Google ha aggiornato il suo pannello di Analytics eliminando la lista delle parole chiave nella posizione che abbiamo indicato in apertura del post per utilizzarla invece in una posizione diversa ovvero qui:

Google Analytics // Acquisizione // Search Console// Query

Nella coppia di immagini a seguire (nota il flag “Nuovo” sul menu a sinistra) puoi vedere il report fornito che abbiamo diviso in due schermate: le parole chiave che portano il traffico maggiore (testa della coda lunga) e quelle finali a minor traffico (appunto dette di coda lunga). Ciò è stato reso possibile perché è stata associata la proprietà di Google Analytics del sito attraverso lo stesso account di Search Console, così da poter visualizzare i dati di Search Console nei rapporti di Google Analytics. In altre parole è un’operazione di integrazione. Per poterlo fare nel tuo account di GA ti rimando a questo link del supporto di Google che ti spiega come fare l’associazione. A fini di correttezza analitica è giusto sapere che le due basi di dati (Search Console query e GA report delle query di Search Console) portano a liste simili di parole chiave che hanno generato le visite al sito ma tali liste non solo uguali.  Qui puoi scoprire perché i dati di Search Console non corrispondono ai dati di Google Analytics?  Le differenze sono minime e non inficeranno l’efficacia di una ricerca delle parole chiave della coda lunga del tuo sito ai fini di ottimizzare la Seo del medesimo.

 Google web master tools parole chiave nella coda lunga Google web master tools quesry nella coda lunga

Dopo anni che come consulente SEO vedo questo tipo di grafici e sento le difficoltà che riscontrano le persone che si cimentano in questo compito, posso solo segnalare che questa è solo la prima parte del lavoro.  Una parte delicata ma non troppo complicata.  Molto utile per le analisi volte a migliorare l’indicizzazione di schede prodotto di un sito di e-commerce o anche di SEO per i post dentro un blog che si vogliono rieditare con un fine tuning per ottimizzarne il posizionamento e il CTR. Tuttavia è proprio nella fase successi che parte dalla selezione delle parole chiave fino alla ottimizzazione della pagina che si riscontrano le vede difficoltà. Se stai cercando un’agenzia di consulenti SEO che possa risolvere tutti questi aspetti ti suggerisco di contattare il nostro staff. Con il nostro metodo di lavoro ti offriamo degli strumenti per creare un vantaggio competitivo sul tuo sito (blog, news, e-commerce, ecc.) dopo aver effettuato un’analisi di Benchmark sulla concorrenza e dunque usando anche la tecniche a di allargamento semantico delle parole chiave (nuove) per amplificare il numero delle impression e per aumentare il tuo Share Of Voice Organico

Siamo arrivati in fondo. Ora spetta a te. Mi farebbe piacere conoscere la tua opinione.

Fammi sapere se hai mai avuto bisogno o interesse a cercare le parole chiave della coda lunga oppure se hai trovato altri strumenti che te la forniscano: commenta il post!.