Alessandro de Luyk SEO

QUANTO VALE IL TUO BLOG ?

Il tema di oggi è molto caro a parecchi utenti attivi in rete. Diciamo che non è un “best seller” su Google, se vai su Google Trends scoprirai che ci sono mille altre cose più cercate ma è caldo perché è un tema che interessa profondamente parecchie persone.

Se sei qui è perché hai un sito oppure hai un blog.  E’ naturale che a questo punto, dopo che ci hai speso ore a completarlo e denari per realizzarlo, ti domandi: “quanto vale?”

Questo è in soldoni, è proprio il caso di dirlo, l’argomento di oggi. Nello specifico qui affronteremo una teoria del valore, che è di tipo economico.

Il fatto che ci occuperemo di un approccio che mira ad una quantificazione monetaria potrebbe sembrare ovvio ma non lo è.  Infatti lasceremo da parte tutti quei post come quello di ApClick che parlano di valore in termini di affettività, di gusto, di attaccamento ai contenuti proposti, ecc.. Si tratta di “approcci sentimentali” che hanno a che vedere con gli scopi dell’appassionato, del blogger che scrive per la sua cerchia di amici e che pubblica i suoi contenuti più per ragioni affettive che per altro.  Chi invece pubblica contenuti (web contents) su un proprio sito o Blog aziendale o lo fa per professione, vuole sapere quanto vale lo strumento che agisce quotidianamente. 

DI COSA PARLEREMO IN SINTESI

Andremo alla ricerca degli strumenti per attribuire il valore di un blog (ma grosso modo le nostre conclusioni restano identiche per il caso più generale di un sito) e scopriremo che ci sono molte offerte on line sedicenti, che promettono molto ma non danno nulla.  Anzi promettono stime di valore con un eccellente precisone e, in realtà, ci fanno solo perdere tempo.

Il proposito che mi sono dato scrivendolo è di aiutare coloro che fanno ricerche on line su questo tema di far risparmiare loro fatica e denaro ma, soprattutto di aiutarli a comprendere come mai si trovano così tanti strumenti (SAAS, WEB APP detti anche TOOLS) privi di un vero valore aggiunto per l’utente finale.

RICERCHE ON LINE : IL VALORE DI UN SITO O DI UN BLOG

Creare un criterio di attribuzione di valore per un blog potrebbe sembrare una cosa semplice in realtà non lo è affatto.  Forse per questo, on line, si trovano un sacco di soluzioni posticce, talvolta molto pratiche da utilizzare ma prive di qualsiasi utilità. E’ anche questa volta si ripete un canovaccio ben noto a chi naviga molto, le ricerche spesso portano ad un risultato che è pertinente (ho trovato quello che ho cercato) ma inutile (la risorsa suggerita ha poco valore).

Possiamo senz’altro ringraziare per questo gli americani (ma non solo) che con un industry molto avanzata e con un eccellente expertise sulla SEO sanno bene come “manipolare” le SERP di Google (e di Bing e Yahoo, ovviamente) per accecare l’utente con la sollecitudine di “pacchetti tutto fare”. Di cosa sto parlando?  Delle applicazioni web che ti permettono di ottenere una stima di valore (espressa in dollaroni) del valore di un blog o di un sito.

Ma andiamo con ordine. Cominciamo cercando su Google il valore di un blog (o d’un sito)

Due sono le parole chiave che suggerisco:

  1. Blog worth (Traduzione: valore di un blog)
  2. Valore di un Blog (oppure: valore di un sito)

Come puoi osservare la coppia che ho indicato ha la prima keyword in Inglese e la seconda in italiano. La ricerca in inglese porta subito a mostrare nelle SERP di Google le home page di alcuni dei servizi che qui presenteremo. La SERP con parola chiave in italiano (prendo in considerazione solo pagina uno) invece riporta soprattutto degli articoli di blogger italiani che poi elencano appunto questi servizi on line.

TIPS per chi ama andare a fondo nelle ricerche. Se desideri essere più preciso passa a key word più elaborate, eccotene alcune: website worth calculator tool, website value tool, website evaluation, , website value calculation, ecc.

Promuovi è un’agenzia specializzata in SEO, SEM e SMM . Ci occupiamo di dare sostegno alle aziende che intraprendono progetti di e-commerce per vendere con successo sul mercato nazionale e su quelli internazionali. Vendere e fare fatturato; questo il fine. Operiamo sugli Owned Media aziendali con Prestashop, Magento e WordPress o sulle piattaforme multicanale come Ebay, Amazon, Eprice, ecc.
Contatta il nostro staff se sei interessato ad approfondire.

6 TOOLS ON LINE PER CHE CALCOLANO IL VALORE DEI SITI E DEI BLOG

Se segui una o l’altra ricerca, ti accorgerai presto di poter identificare dei siti (in lingua inglese) che si offrono di fornire una soluzione rapida, gratuita ed efficiente al nostro scopo.

Faranno la stima di valore del tuo Blog. Ti chiederanno alcune “sagge” informazioni e oplà, il gioco è fatto avrai una bella cifra che ti dà il suo valore esatto, al dollaro!

Non mi credi? Allora ti propongo un piccolo esperimento. Prendiamo questi 6 notissimi servizi on line e andiamo a verificare se funzionano.

Prima di passare all’esperimento però vorrei fare un’osservazione. Nella lista non ho incluso il tool di WebSiteLooker che ha delle funzionalità opportunamente ridotte e per questo pecca un po’ meno di presunzione rispetto ai colleghi.  L’app. si propone di fare un calcolo del valore stimato della pubblicità che si può spremere dal portale.

Non so quanto possa essere preciso lo strumento ma è ovvio che essendo possibile con delle API incrociare i dati del traffico del sito con il suo posizionamento per parole chiave e poi, da queste, tramite il Keyword Planner di Google, risalire al valore economico per click che è richiesto al gestore di una campagna sulle stesse parole chiave per cui il sito è visibile, la stima potenzialmente potrebbe essere piuttosto precisa.  WebSiteLooker approssima il valore giornaliero atteso della pubblicità generata da un sito (o blog).  Un compito che in realtà non è complicato. Se, ad esempio si volesse calcolare quanto si potrebbe incassare con il circuito come Google AdSense, avendo alcune informazioni si fa presto, vedi qui. Sono invece di difficile stima molte altre voci di valore che un blog può generare, per esempio i ricavi dalle attività di guest posting. Dunque, benchè WebSiteLooker non specifichi da dove prende la stima del valore atteso degli incassi pubblicitari giornalieri, è altresì ovvio che non gli sarà tanto complicato potendo farlo utilizzare dei facili benchmark con Google (da AdSense o dal Keyword Planner ) o con Bing, per intrecciare i dati sui costi per click per ogni parola chiave prelevandoli dalle loro quotazioni che sono disponibili e accessibili con opportune API.

ESPERMENTO DI STIMA DI VALORE AL SITO ARANZULLA

SCELTA DEL SITO E ASPETTI TECNICI

Per prima cosa devi scegliere un sito da valutare.  Fai attenzione a come lo scegli.  Non devi prendere un sito che abbia meno di un anno di anzianità on line. Inoltre non deve avere poco traffico e deve essere possibilmente un sito “pulito” ovvero costruito senza tecniche di black hat o grey hat nella SEO . Lascia da parte anche i siti con materiali scottanti: droga, sesso, illeciti vari.  Ciò che vogliamo fare qui è verificare se questi software valgono qualcosa.  Dal momento che grosso modo tutti usano degli algoritmi e vanno a prendere delle informazioni on sul traffico line (per esempio tutti o quasi usano Alexa), sull’IP, sulla lingua principale, sulle Key word usate, sulla domain authority (che potresti verificare ad esempio su Moz), sulla dimensione delle campagne pubblicitarie che movimentano ecc., devi cercare di favorire il buon esito del lavoro delle API che andranno a grabbare sui siti che raccolgono queste informazioni i valori relativi al sito che vuoi valutare.  Un sito con poco traffico e con poche parole chiave, così come un sito da poco on line non ha dati sufficienti per dare valori attendibili.  Chi frequenta Alexa sa benissimo, se ha fatto dei posizionamenti SEO, che registra in modo molto asincrono il ranking rispetto ad altri strumenti come ad esempio SemRush.  Dunque, per evitare che i dati siano letti in modo difforme passando da un tool all’altro, devi cercare un sito che sia on line da parecchio tempo, che sia ben visibile, che non contenga materiali potenzialmente capaci di comportare penalizzazioni varie, oltre ad avare un traffico consistente e stabile.

Io ho scelto quello di Salvatore Aranzulla perché ha un punteggio pieno su tutti questi parametri. Anzi l’ho scelto proprio perché ha un traffico molto elevato e, come puoi notare dall’immagine tratta dalla scheda del sito WebStatsDomain, si piazza poco oltre quota 2000 dei siti più visti al mondo ( ranked 2,218th in the world)

ESPERIMENTO PER L’ATTRIBUZONE DEL VALORE

Ora che abbiamo un sito ben calibrato su cui fare un test non ci resta che verificare se questi tools che si presentano glorificando i propri miracolosi algoritmi promettendo delle performance eccezionali, danno veramente qualche risultato attendibile o sono solo fumo negli occhi.

Vediamo i risultati e confrontiamoli:








Il valore minimo è pari a 52.466 $ il massimo è $ 85,250,000. Ora una normale stima di bilancio può avere un ragionevole valore di errore su quote pari al 10 -20%. Qui invece basta operare la frazione: 85,250,000 : 52,466 = 1625 . In altre parole la variabilità fra la stima minima e quella massima è superiore a mille volte!

Valori talmente incredibili che è inutile commentare.

Del resto, anche volendo escludere come spesso si fa, i due estremi, resteremmo con un valore minimo di  $ 3,794,817 ed uno massimo di  $ 10 137 174 che dimostra una variabilità pari al 267%  [(10 137 174: 3,794,817) x 100 = 267 %]

CONCLUSIONE: IL VALORE DI UN BLOG NON PUÒ ESSERE UNA TRUFFA!

Accettiamo dunque che i tools non servono a nulla. Più difficile sarebbe accettare il fatto che si offrono di svolgere un compito valutativo e lo fanno così male da sembrare solo imprecisi. Mi sembra allora azzeccata ed onesta la premessa che uno di questi servizi (il sito YourWebSiteValue) riporta nella home page utilizzando una frase che suona come un monito e che ci avvisa che si tratta solo di una stima. Ecco cosa scrive a proposito del servizio: “tool has been designed for entertainment use only”.

E’ tutto un gioco dunque? No, certo che no. Il gioco è il servizio che viene offerto. Però a questo punto dovremmo iniziare da zero? Non esattamente: il tuo sito o il tuo Blog sono beni immateriali dell’azienda ed è importante dare loro il giusto valore.  Lo si fa usando una tecnica che include l’analisi del traffico che realizzano e KPI come il raggiungimento di certi obiettivi anch’essi singolarmente quantificabili. In tutto il processo giocano un ruolo rilevante i Web Analytics implementati. Se vuoi avviare un blog o un nuovo sito è molto saggio andare alla ricerca di una un sistema di stima del valore del sito o del Blog aziendale, ti sarà utile per quantificare l’investimento e misurare correttamente il budget da allocare insieme alle altre voci del piano di web marketing, in tal senso non esitare contatta il Team di Promuovi che saprà guidarti al meglio.

Take note that the value given by the website worth tool is just an estimate. The online tool has been designed for entertainment use only. To know the real value of a website takes a lot of time and effort and a professional’s opinion such as a Certified Public Accountant. It involves a lot of research. Through YourWebsiteValue.com, website owners save time by getting all the data and factors to help them conclude on the website’s estimated value. Try it today and find out whether the time and effort you spent on the website and its content are worth it. Even if you don’t want to sell your website, it is good to know the website value. >> Tratto da www.yourwebsitevalue.com/


Cosa resta da dire.  Due cose fondamentali che poi sono il succo di questo post ecco il

Take Away:
Devi sapere che:

  • La stima di valore di un sito o di un blog è materia molto complessa
  • Se ci sono delle offerte di web application sedicenti che buttano fumo negli occhi è perché dietro le quinte ci stanno interessi SEO. Tali software sono inutili ma i portali che li ospitano fanno traffico usando l’esca della parola chiave “quanto vale un blog” e quelle similari. Chi fa queste ricerche si presume che abbia un proprio blog o un sito. Egli allora è un potenziale cliente di servizi collegati al Web.  L’illusione di un buon servizio offerto dal tool serve perciò a perseguire fini indiretti. Per esempio “dietro” WeBuka ci sta una web agency che vende dei servizi. Ma dietro ognuno dei siti della nostra lista c’è un secondo fine.  Ti invito a scoprirlo da solo così ti farai un’idea più dettagliata di come opera il marketing digitale creando false attese per dirottare poi su altri contenuti l’attenzione dei (“malcapitati”) utenti.

Siamo arrivati in fondo. Ora spetta a te. Mi farebbe piacere conoscere la tua opinione.

Fammi sapere se conosci altri tools e se la tua esperienza diverge dalla mia: commenta il post!.