Alessandro de Luyk SEO, Uncategorized

MICROCONVERSIONI ED ECOMMERCE
IL PARADISO DEL VALORE PERDUTO

E’ una giornata di Sole stai guardando fuori dalla finestra e non hai nessuna voglia di leggere i report sulle micro conversioni che ha creato il tuo programma di Web Analytics.

Una giornata come le altre.  Preparati però, adesso c’è una novità.   Iinfatti, come recita il nostro titolo, le micro conversioni sono probabilmente il vero serbatoio di valore del tuo sito, insomma il “Paradiso del valore perduto”, per parafrasare il capolavoro di John Milton

In verità nulla si perde, tutto resta tracciato nel tuo Analytics (purchè sia opportunamente configurato) ma a cosa servono le informazioni se poi non vengono lette, analizzate e utilizzate? Appunto a nulla.  La buona notizia è che ora almeno lo sai, perciò, se trovi il modo di attribuire un valore economico corretto alle micro conversioni trovi il Paradiso del valore Perduto, non quello della vita ultreterrena, ma quello del tuo sito!

Forse fino ad ora non te ne eri accorto ma, se ritieni che lo scenario che ho descritto sopra ti riguardi, se nella tua impresa vengono trascurate tali analisi allora ti suggerisco di leggere questo articolo, e, per fare prima, te lo riassumo.

DI COSA PARLEREMO IN BREVE

Il post di oggi spiega:

  1. Quali sono alcuni significativi eventi registrati nei Web Analytics che possiamo considerare effettivamente delle micro conversioni
  2. Quali sono dei possibili criteri di valore che si possono attribuire ad una micro conversione

Se non sai esattamene cosa sono le micro conversioni vai al mio precedente post.  Non credere che questo sia un post per specialisti perchè, se hai un sito e, tanto più se è un sito di e-commerce, non ti conviene affatto perderlo!

CHE COSA SONO LE MICROCONVERSIONI ?

Sono degli eventi, importanti e di obiettivo, collegati al comportamento degli utenti sulle pagine di un sito. Per essere registrati nel catasto degli obiettivi e dunque essere tracciati in un’apposita voce di Analytics devono generare, in qualche misura, un’attività di valore.

NELL’ECOMMERCE LE MICRO CONVERSIONI DIVENTANO SEMPRE MACRO ?

Dobbiamo innanzitutto fare chiarezza su questo punto.  La micro conversione può anche non tradursi in una macro conversione.

Il concetto diventa molto chiaro se si pensa all’e-commerce. Immagina un utente X, che sta consultando attentamente le informazioni relative ad un prodotto, diciamo una scarpa da ginnastica Nike Air Max 2016. Ora si trova sul sito della Nike guarda le caratteristiche della scarpa ma non la compra.  Poco dopo la trova ad un prezzo conveniente su  Zalando e la acquista lì.

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Promuovi è un’agenzia specializzata in SEO, SEM e SMM . Ci occupiamo di dare sostegno alle aziende che intraprendono progetti di e-commerce per vendere con successo sul mercato nazionale e su quelli internazionali. Vendere e fare fatturato; questo il fine. Operiamo sugli Owned Media aziendali con Prestashop, Magento e WordPress o sulle piattaforme multicanale come Ebay, Amazon, Eprice, ecc.
Contatta il nostro staff se sei interessato ad approfondire.


X ha appena regalato agli analisti del sito di Zalando una macro conversione. Ha dato un piccolo contributo alla crescita del ROI del sito. Ma cosa dire del sito della Nike?
Nel caso di Nike la micro conversione c’è stata oppure no?  In linea di principio no.

Tuttavia Nike è anche il Produttore.  Assumiamo, per magia, che il percorso di navigazione di X sia stato tracciato dall’ Analytics di Nike, e che Nike abbia registrato la vendita su Zalando.

Ora la multinazionale deve computare una micro conversione: infatti ha dato ad un partner commerciale la possibilità di vendere un articolo del proprio brand.

Supponiamo ora invece che il nostro acquirente si comporti come segue:

  • X ha acquistato su Zalando una scarpa Adidas
  • X è arrivato su Zalando dal sito della Nike

Zalando si porta a casa il punto, insomma registra una macro conversione mentre Nike no.

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L’ ERRORE : Ora ci caliamo nel mondo reale.  Lasciamo evaporare i nostri poteri magici ed assumiamo un caso concreto sul comportamento di X.

Sappiamo realisticamente che solo Dio, o un santone o una forza soprannaturale possono effettivamente riconoscere il path di navigazione  di qualsiasi utente

Immaginiamo dunque uno scenario più realistico. X è nel suo ufficio ed ha appena visto la scarpa Nike Air dal computer delle sue rete locale. Supponiamo che non si fosse loggato in alcun sistema: no Google no Facebook, insomma nulla.  Immaginiamo anche che la sera si incontri con Jenny, la sua fidanzata che ama la palestra. Jenny è il nome ideale per una ragazza che ama la palestra. Si incontrano in pizzeria e lui le vuole mostrare la scarpa Nike dal suo cellulare.  Entra su Zalando, seleziona il modello Nike air 2016 , arriva alla lista dei modelli, punta il dito su quella che ha visto dall’ufficio (ma lì la aveva vista dal sito Nike) e Jenny dice :”Oh ma è bellissima”. BANG! Un paio di click e l’acquisto è fatto.

Zalando ha la sua macroconversione.  E  Nike invece?

Neppure i grandi analisti della Nike, salvo alcune improbabili e tenue ipotesi che per semplificare sto eliminando, sarebbero in grado di collegare la visita di X sul loro sito e il successivo acquisto su Zalando.

Conclusione : Nike non registra la vendita su Zalando e neppure il passaggio di X dal suo sito al sito di Zalando.  Nike non può computare una micro conversione eppure X ha acquistato (passando dal suo sito) un suo prodotto!

Questo esempio insegna che ci sono vari casi in cui una micro conversione non si trasforma in macro conversione.  Oltretutto dimostra che esiste un errore (ed è sistematico) che non permette di avere un quadro completo delle attività.  Fra questi casi c’è quello ora indicato che implica un limite nelle capacità delle strumentazioni di tracciare ogni possibile path di navigazione.

Ai fini della ricerca del valore complessivo delle microconversioni e delle macro conversioni, ovvero nella definizione di una stima del valore complessivo del sito implica che stiamo andando incontro ad una sottostima dovuta ad un errore sistematico nelle misurazioni

Se vuoi avere un elenco di Micro conversioni, per approfondire il tema, ti suggerisco di leggere il mio post che trovi nel link appena fornito.

Il Caso dell’ Inserzione “offresi impiego”

Si lo so.  Una voce di quelle nell’elenco ti sembra sia scappata dentro per errore.  Per fortuna non è così.   Anzi questa è una micro conversione ad elevato valore aggiunto e diciamocelo pure : in Italia gli uffici di recruitment interni faticano ancora ad attribuire il giusto spazio a questo strumento.  Forse non sanno calcolare il suo Goal Value ?

Consideriamo una catena di negozi, ad esempio FootLocker.  Sul territorio questa catena è presente in molte nazioni e conta circa 3500 punti vendita nel mondo  e genera un fatturato superiore a 7 Miliardi di Usd. L’azienda si colloca nella classifica di Fortune 500 alla posizione 400.

Assumere personale da parte di questo Golia della grande distribuzione è molto costoso. Ci sono le commissioni dell’agenzia, ci sono i costi interni di gestione delle domande, dei colloqui, ecc.

Allora perché non risparmiare un po’ ed offrire, dal proprio sito, un’opportunità di assunzione?

E’ proprio ciò che accade anche qui in Italia: Footlocker offre lavoro dal proprio sito.

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Dunque la persona che invia il form con il proprio CV compie una micro conversione. Il suo valore aggiunto è misurabilissimo. Non servono grossi calcoli per conoscere il valore economico di un assunzione fatta tramite il sito.  E lo stesso tipo di calcolo porta a quotare il CV di una persona che verrà scartata, e la cui pratica verrà archiviata per un eventuale… futuro. Non si sa mai no?

Caso I : L’azienda assume il candidato.

Il dipartimento contabile conosce esattamente i costi medi per l’assunzione di ogni profilo: dal cassiere al direttore generale, dall’account manager al magazziniere.  Non resta che confrontare questo costo con quello che deriva dalla proposta di autocandidatura fatta da un soggetto attraverso il sito e BINGO!

Per essere chiari immaginiamo che il profilo professionale sia quello di cassiere.

Footoker avrà il valore della micro conversione una volta che divide il risparmio avuto per tutti gli assunti in quel ruolo (diciamo tutti i commessi che ha assunto dalle candidature on line rispetto a quelli che ha assunto da offerte di assunzione non arrivate on line) diviso per la totalità dei CV inviati on line (sempre per il ruolo di cassiere) nel periodo di riferimento (direi l’anno)

CASO II L’azienda valuta il CV ma non assume il candidato. A seconda del percorso che farà il CV  ( o anche il candidato in persona se si iniziano dei colloqui) per essere valutato verrà il momento in cui viene scartato. Forse dopo il primo colloquio? L’evento è comunque una micro conversione.  Ma quale valore le è attribuibile? Vediamo…

Dobbiamo però fare qualche ipotesi e adottiamo nuovamente il criterio del valore medio.

Si calcolano i costi di tutti i candidati che si sono presentati dal recruitment on line – detto anche e-recruitment – e che sono stati valutati ma non assunti nell’anno solare.  Si ottiene il computo del valore di YY euro che è il costo totale delle valutazioni dei candidati alla posizione di commesso. Poi restringiamo il campo all’Italia.  E’ ovvio no? I regolamenti ed i contratti della nostra Europa unitissima sono molto differenziati fra Stato e Stato dunque dobbiamo almeno segmentare per Nazione.

Passiamo al costo medio dividendo YY per il numero complessivo dei CV presentati on line ed otteniamo il valore medio finale pari a Y euro per ogni singolo Cv (on line).  Tale costo assomma il valore medio dei costi di gestione di accettare e valutare il CV del candidato.

Poi si fa lo stesso conteggio per la totalità dei candidati allo stesso ruolo (commesso) che si sono presentati attraverso altre forme di recruitment.  Si calcola la stessa cosa: il costo medio delle candidature per l’anno solare in corso in Italia. Diciamo che tale valore sia pari a Z.

Ora abbiamo due costi, uno on line pari ad Y ed uno off line pari a Z.

Quale può essere un buon criterio di attribuzione del valore dell’obiettivo:

  • “Risposta ad un inserzione di offerta lavoro da Internet per Footlocker Italia ?”

Semplice : per la posizione di commesso è la differenza Z – Y !

Nel caso l’assunzione verta su un ruolo di cassiere, magazziniere, quadro, ecc è meglio ripetere i conteggi.  Chi ha un po’ di pratica con queste valutazioni si sarà accorto che abbiamo segmentato due volte:

  • Segmentiamo il mercato: qui l’Italia
  • Segmentiamo la qualifica lavorativa: qui il commesso

TAKE AWAY  Ora hai un modo di valutare quanto vale la micro conversione che corrisponde a ricevere un CV da un candidato o line.  Sei contento?  Puoi fare lo stesso sul tuo sito J  Ma il valore che Footloker ha totalizzato non sarà pari al tuo.

I grandi Brand hanno un appeal diverso nei confronti del loro pubblico; evocano qualcosa di più che un design, una qualità, una prassi di esperienza di acquisto … evocano empatia, emozione, immaginazione, sogno. Pensate a Google o a Apple, ecc.

Il candidato che si propone a Footlocker non solo opera in condizione di push, si autocandida, dunque è più motivato. Ma ha scelto proprio quell’azienda!   Dunque vuole, crede, si immagina con voluttà di entrare in quel team . Le sue motivazioni sono più solide rispetto a quelle di un candidato proposto alla multinazionale da parte di Umana o Manpower ecc.

Passiamo ora ad analizzare una coppia ulteriore di scenari di attribuzione del valore alle micro conversioni.

CRITERIO COMPARATIVO ON LINE / OFF LINE DELLE MICRO CONVERSIONI

Consideriamo ora un prodotto.  Pensiamo ad un profumo.   Dolce e Gabbana propone ad esempio The One Essence

Sul sito troviamo molti video e, tra questi, anche l’ultimo commercial che viene messo in onda sulle reti Televisive per spingere le vendite.

Gli utenti che vedono il video on line producono una micro conversione.  Và calcolata.

Il criterio più semplice è quello di attribuirle lo stesso valore che ha una visualizzazione in Tv.

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Come fare?  Questo valore è sicuramente in mano all’ufficio marketing dell’azienda o all’agenzia che ne ha seguito la campagna.  Si calcola suddividendo il costo complessivo del video per il numero di visulizzazioni complessive (non gli spettatori ma: spettatori x numero di visioni dello spot).  Il costo complessivo è dato dalla somma dei costi di realizzazione ( costi diretti ed indiretti) e il costo (onnicomprensivo) della messa in onda.

Il valore che otteniamo è pari al costo medio di una singola visualizzazione per una singola persona.

NOTA : Qualcuno potrebbe sollevare un obiezione e dire : ok ma il video on line non sono sicuro se è stato visto tutto o se è stato solo cliccato.

A prescindere dal fatto che non sappiamo neppure se, mentre andava in onda lo spot in Tv chi è stato conteggiato come spettatore era in quel momento davanti allo schermo o in bagno, tuttavia Analiytics ci viene incontro con una particolare feature.

Per calcolare il numero di sessioni di visualizzazioni del video possiamo settare un tracking che conteggia solo le visulizzazioni superiori ai primi XX secondi.   Niente male no?

Ma lo stesso Analytics di Youtube che è gratuito, ti permette di sapere di più e non necessita di configurazioni specifiche. Il report “Percentuale media visualizzata” ti dice infatti, per ogni video, la quota media visualizzata ed è un ottimo indicatore dell’engagement   Promuovi è un’agenzia specializzata che compie analisi sul mercato digitale, servizio di SEO, SEM e SMM, se hai interesse ad approfondire queste analisi contattaci.

 ABBANDONO DEL CARRELLO UNA MICROCONRESIONE DAL VALORE NEGATIVO: QUANTIFICHIAMOLO

Un caso importantissimo che interessa immediatamente le analisi dei dati che avete registrato dal traffico è l’abbandono del carrello.   Paradossalmente questa specifica situazione sposta il baricentro del vostro interesse, forse non sempre ma il più delle volte, dall’analisi del valore della micro conversione alla spiegazione del perché si sia verificato l’abbandono.

Uno dei sorvegliati speciali, uno dei killer seriali del vostro business on line non è un particolare soggetto, uno psicopatico che si diverte a sezionare ed abbandonare lungo la strada i resti del vostro carrello della spesa, ma è un comportamento che và studiato.  L’abbandono del carrello è un evento che fa suonare l’allarme. Vi impone di investigare. Dovete capire come mai si verifica e dovete mettere in atto tutte le possibili strategie per ridurre l’impatto del fenomeno sulle vostre vendite.  Come ogni killer seriale và reso innocuo. Insomma dovete limitare, in ogni modo possibile, che si ripetano gli abbandoni del carrello.

Ma stiamo andando fuori sentiero.  Dunque ci siamo ripromessi di attribuire un valore alle microconversioni , ed ora lo faremo per il caso dell’ abbandono del carrello.

Pure l’abbandono è un esperienza che trova il suo alter ego nel mondo reale.  E’ il caso del preventivo richiesto ma non andato a buon fine.

Supponiamo di avere un negozio di abbigliamento e, per complicarci l’esempio, immaginiamo ancora Footlocker, dunque siamo presenti sul territorio con dei punti vendita.

Facciamo l’ipotei di operare sul mercato italiano. Vogliamo calcolare il valore di una microconversione di un cliente (non registrato) che ha azionato il carrello ed ha inserito una scarpa Nike air Uomo 2016 (attenzione che l’acquirente potrebbe anche essere una donna ….) ma non l’ha acquistata.  La scarpa ha il prezzo di euro 139.99.

A questo punto bisogna fare attenzione. Quanto segue è decisivo ma dipende dall’operare di una scelta di parametri e di metodo.  Certamente le assunzioni che vado a fare si basano sull’esperienza, ma, come vedremo, ci sono solide motivazioni metodologiche alla base.  L’approccio che adottiamo qui implica l’utilizzo di alcune ipotesi di segmentazione che, fra l’altro mi sembra possano essere più facilmente messe in atto. Inoltre cerchiamo di attingere ad una base di dati che ci vengono facilmente forniti da Analytics senza richiedere delle configurazioni avanzate.

La prima segmentazione che facciamo riguarda la scelta sul mercato di riferimento.  Abbiamo i negozi potremmo confrontare il carello abbandonato con un comportamento equipollente di un acquirente in negozio sul territorio.  Mr. X prova la scarpa, proprio la Nike air Uomo 2016, da 139.99 euro, ma non la compra.

Non seguiremo però questa via: non è opportuno.   Non sapremmo come calcolare, ad esempio, il valore medio del potenziale acquisto da parte di un possibile Mr X che prova più scarpe diverse. Ovviamente posto che, fra quelle che prova ci sia proprio la nostra da 139.99 euro che poi non compra.   Se adottassimo, come scenario di riferimento, l’acquisto in un negozio reale andremmo fuori pista.

La prima cosa che dobbiamo fare è stare il più possibile dentro classi omogenee solo così potremmo confrontare con maggior grado di attendibilità i dati.  Dunque scartiamo l’ipotesi di un confronto fra l’acquirente nel negozio e quello on line.

La nostra segmentazione ci porterà a stimare il valore di una microconversione di un carrello abbandonato solo valutando comparativamente altri acquisti on line.    Teniamo dunque separato il mondo fisico da quello digitale.

La micro conversione ora per noi è una “vendita mancata”. Se riusciamo a calcolare la quota dei preventivi falliti prima di arrivare ad una vendita completata: NIRVANA, il gioco è fatto!  Beh, si e no.   Valori , approssimazioni e significatività non lavorano al nostro fianco ecco allora cosa possiamo fare per avere una stima senza errori sistematici e magari un po’ affinata ?

Facciamo un’ ipotesi concreta per facilitare l’analisi.

Immagianimo che il nostro negozio on line vende articoli sportivi, fra cui anche scarpe della Nike.  Nel 2015 abbiamo venduto, come scarpe da ginnastica, i seguenti volumi:

A -Marchio B – Vendita pezzi tot C – In offerta D – Coupon e iniziative extra E – Vendita ordinaria E Fatturato complessivo vendite
Nike 1000 250 50 700 80.000
Diadora 900 200 100 600  70.000
Myzumo 800 350 100 350 60.000
Lotto 300 120 50 130 32.000
Totali 3000 920 300 1780 242.000

Legenda della Tabella :

  • La seconda colonna indica i pezzi totali (coppie di scarpe) venduti nell’anno.
  • La terza i pezzi usciti a prezzi di offerta.
  • La quarta quelli che hanno avuto specifiche iniziative (un coupon , un 3×2, un programma affiliazione, ecc.)
  • La quinta colonna (E) indica i pezzi venduti in modo ordinario senza particolari iniziative.

Dunque la colonna E si propone di misurare tutte e sole le Nike vendute (on line) con proposte che non possono influenzare l’acquirente con condizioni commerciali differenziate, ovvero non lo hanno indotto a deviare dalle sue scelte di consumo.

Calcoliamo ora la totalità dei carrelli abbandonati con le stesse caratteristiche, ovvero i carrelli della spesa che contenevano Nike acquistate senza alcuna forma di promozione.

Supponiamo di avere trovato 988 carrelli abbadonati.

Poiché 700 paia di Nike sono state vendute con 612 transazioni – il secondo valore è inferiore perché immaginiamo che qualcuno abbia comprato più di un paio di scarpe alla volta – i carrelli totali azionati in un anno su scarpe Nike senza promozioni speciali è pari a :

988 + 612 = 1600 carrelli.

Conosciamo il valore economico di ogni singola vendita.  Le 700 paia di Nike ci hanno portato per esempio ad un incasso di 80.000 euro.

In 1600 transazioni, alcune fallite e altre andate a buon fine il valore che abbiamo medio è :

80.000 euro / 1600 carrelli totali = 50 euro per carrello (il notro risultato)

Certo non è una stima ottima ma sicuramente è migliore di quella che avremmo potuto raggiungere applicando i calcoli al comportamento di acquisto del consumatore dentro al negozio fisico.  Se non altro la scelta di disinteressarci del comportamento del consumatore in negozio ci ha permesso di depurare i valori che implicano le scelte di acquisto condizionate dal rapporto,estremamente rilevante, fra acquirente e commesso.  Se non credessimo alla devianza del comportamento che si manifesta fra le mura di un negozio allora avremmo poca fiducia proprio nei nostri commessi.

Ma ancora un paio di considerazioni vanno fatte.

I MARCHI : Per prima cosa non abbiamo sommato le vendite delle scarpe con i marchi della concorrenza. Non abbiamo raccolto i dati dell’ insieme più ampio, ovvero  quello delle scarpe da ginnastica complessivamente vendute on line (Nike + Diadora + Myzumo + Lotto) per una scelta a mio avviso obbligata.  Chi acquista Nike ha molta fiducia nel marchio; del resto, se non fosse vero non sarebbe certo il diciottesimo marchio più potente al mondo no?

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Non è saggio mettere nello stesso paniere la Nike con gli altri brand perché avremmo aumenato il rischio di non azzeccare il corretto comportamento dell’acquirente.

Non solo.  Siti internet su cui acquistare Nike sono moltissimi e pullulano di offerte.

Una delle possibili cause di abbandono del carrello è l’attrattività di altri siti che sgomitano con proposte commerciali molto aggressive.  Prova Amazon e Trovaprezzi e te ne farai un’idea.

Ma non accade lo stesso per Lotto.  (fare una stima dei siti chevendono lotto) .  La significatività dei valori aumenta se l’insieme è più compatto dunque ho tenuto dentro solo la Nike.

Un rischio ovviamente c’è.  Se i casi di abbandono sono pochi la loro significatività è ridotta e potrebbe inficiare la nostra misura. Per questo, come antidoto, ho scelto un intervallo di tempo lungo che ci permettesse di aumentare i casi in esame. Ho scelto perciò l’anno solare.  Ovviamente affinché i valori siano significativi dobbiamo immaginare un sito internet che compie parecchie transazioni e dunque con un numero piuttosto elevato di abbandoni del carrello.

Ci sono strumenti on line che permettono di misurare la significatività della stima. Ovvero ci potrebbero indicare anche il valore di confidenza della nostra misurazione ma l’argomento ci porterebbe troppo lontano.

LA DURATA.

C’è un secondo motivo per cui il conteggio è stato tarato sul computo delle vendite di tutto un anno solare: la stagionalità.

Per esempio, il periodo pre e post natalizio è di alta stagionalità e facilmente viene ravvivato da iniziative promozionali di varia natura, in particolare dopo il 6 gennaio.   A Natale poi c’è un picco del traffico e in media il pubblico spende di più. Ancora una volta è lecito immaginare che vi sia un’incidenza maggiore di abbandoni del carrello in questo periodo.

Nel grafico sotto riportato, tratto dal planner delle parole chiave di Google Adwords puoi vedere la stagionalità particolarmente forte a Dicembre (Natale) e a Marzo (Primavera) per la parola chiave Scarpe Nike Air.

Ho impostato la visualizzazione dei trend di ricerca facendo riferimento alle ricerche su www.amazon.it .

Se vuoi utilizzare questo strumento vai su Strumento di pianificazione delle parole chiave e segui le indicazioni della guida on line per completare la procedura .

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Scegliendo un arco di tempo abbastanza lungo abbiamo annacquato gli effetti della stagionalità.
In pratica ho applicato qui in modo molto artigianale, perché ho evitato di fare i calcoli, il principio correttivo che implicitamente viene impiegato dal sistema delle medie mobili (qui utile è lo schema trimestrale) che sfrutta appunto l’arco di durata dell’anno per farvi rientrare tutte le possibili stagionalità dell’anno che poi và a perequare normalizzandole con le oscillazioni dei periodi precedenti e successivi.

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Siamo d’accordo non sono stato troppo preciso si dovrebbe andare fino in fondo ed usare la formula sopra e calcolare il numeri di paia di scarpe vendute ogni trimestre normalizzate dalla media mobile.  Sarebbe meglio e se vuoi lo puoi fare.  E’ un utile esericizio ma devi disporre allora del conteggio dei carrelli abbandonati mese per mese e delle vendite mese per mese perché la formula devi applicarla su entrambi.

TASSO DI MACROCONVERSIONE DEL SITO DI ECOMMERCE

Per poter capire il valore complessivo (diciamo annuale) del vostro sito allora devi a questo punto raccogliere due dati:

  • Il valore di tutte le macro conversioni ( sia M)
  • Il valore di tutti i di tutte le micro conversioni (sia m)

Il valore complessivo annuale del sito è pari a M + m

Il tasso di macro conversione è dato dalla somma economica pari a M divisa NON per la totalità delle visite annuali ma delle visite annuali meno quelle che hanno prodotto una micro conversione (ovvero, approssimando un pochino, meno il numero complessivo delle micro conversioni) .

CONCLUSIONI

Ora che hai calcolato il tasso di macro conversione sii contento.  NirvanaMoksa? Una realtà Vedica ? Non esageriamo! Solo un piccolo insight sull’attività del tuo sito.  Però adesso potrai anche sviluppare una teoria del valore che ti permette di valutare se il sito rende oppure se gli investimenti fatti sono stati come gettare denaro al vento. Per aumentare il suo rendimento si possono velocemente raggiungere dei buoni risultati con tecniche di SEO e di SEM, se sei interessato puoi rivolgerti allo staff di promuovi per approfondire e valutare una collaborazione, che aspetti? Contattaci!

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