Alessandro de Luyk Amazon

PROGRAMMA GLOBAL SELLING DI AMAZON

Con una sollecitudine rara di questi tempi, Amazon continua ad invitare i suoi sellers a fare un uso più esteso della piattaforma e, a quelli che ancora non sono entrati nella sua squadra, li invita a farne parte. Sì, è una litania: il battage pubblicitario è insistente e sono ormai diventate numerose le chiamate che ricevo in cui i seller, o gli aspiranti a tale ruolo, mi informano che ora il telefono squilla e dall’altra parte ci sono dei responsabili della multinazionale che li invitano a entrare, anche con insistenza. Un tempo non accadeva. La crisi però non centra. La crisi stringe le imprese italiane e morde nel comparto del commercio, come sanno credo tutti quelli che vendono sul suolo italiano, ma non intacca la piattaforma. Del resto che l’intendimento fosse quello di “imbarcare tutti” era piuttosto evidente già dal recente lancio del progetto di Amazon Artigiani che abbiamo presentato in un precedente postVendors, artigiani, seller, ecc. il provider vuole dare cittadinanza a tutti.  Ma hanno tutti intenzione di prenderla? E poi se anche così fosse in che modo? Tra un cittadino onorario ed un disoccupato ci sono mille sfumature di grigio, che ruolo vorrebbe dare Amazon ai propri seller?

DI COSA PARLEREMO IN SINTESI

Come promesso nel titolo cercheremo di dare degli spunti generali sul significato del programma Global Selling di AMZ, con l’auspicio, magari, di infondere in qualcuno delle idee anche utili per fare business sulla piattaforma in modo diverso. Il post è in due parti: la prima, piuttosto lunga, è introduttiva sul tema e si spinge fino al titolo “INTRODUZIONE AL PROGRAMMA GLOBAL SELLING” che invece ci porta nel vivo dell’argomento. Come sempre in questo Blog dedicato all’e-commerce in una prospettiva di SEO e SEM, la risorsa è ricca di rimandi, contenuti nei link, sia alle varie funzioni dei servizi di Amazon sia, talora, ad altri approfondimenti.

Molte sono le trasformazioni a cui stiamo assistendo e, numerose di queste, sembrano fatte apposta per portare nella squadra varie tipologie di commercianti che in qualche modo sembrano non aver gradito l’invito in passato. Un punto in comune nell’agire le strategie di marketing del colosso dal sorriso – si è così che ho deciso di chiamarlo dato che la freccina del logo sembra proprio voler suggerire l’accostamento: Amazon = Sorriso –  è tracciato proprio nella grana della sua offerta che punta sempre alla mitica proposta del FBA (Fulfillment by Amazon).  Ecco il primo campanello di allarme: se ci sono delle sirene che incantano, sono quasi sempre quelle del programma FBA.  Nel piano di Amazon il concetto è che i suoi 149 centri di smistamento (contati a marzo 2017) sparsi sui 4 continenti, devono essere finanziati dai seller.  Dunque ecco il propellente che fa spingere a manetta tutta la sua task force di vendita pur cercare proseliti e a convincerli ad entrare nel programma seller.  Amazon, o forse dovremo dire Bezos, ama i suoi centri di logistica e in USA si offre persino di organizzare dei tour per visitarli. Non ci credi? Allora vai qui.

CANNIBALIZZAZIONE DI QUOTE DI MERCATO E COMPETIZONE FRA VENDITORI E DISTRIBUTORI

Del resto si può fare parte della schiera dei seller solo se già si ha almeno un account come venditori e ciò spiega allora anche la solerzia ad allargare, in tutti i modi, la base dei potenziali candidati.  Fate attenzione però che a livello macroeconomico questa è una minaccia che avrà solo effetti devastanti di medio e lungo periodo che oggi tuttavia ancora non appaiono evidenti.

Per prima cosa, a causa del meccanismo di acquisizione della buy box, come spiegato in un nostro precedente post, la piattaforma spinge il basso i prezzi di vendita.  Più seller entrano e maggiore sarà l’effetto del loro livellamento e ciò sta a significare che a lungo andare Amazon sterminerà sul mercato prima i venditori, che vendono la merce senza essere avvantaggiati nei prezzi di acquisto come accade invece ai distributori, e poi i distributori stessi. Inizialmente i seller assisteranno all’erosione progressiva delle loro quote di mercato sulla piattaforma perché le vendite verranno cannibalizzate dai distributori grazie ai loro prezzi più bassi. Che si tratti di un processo irreversibile è innegabile perché li estrometteranno per l’impossibilità di stare dietro ai loro sconti. Buon per i distributori penserà qualcuno. Sbagliato!  Infatti, a catena, subito dopo toccherà anche a loro. Fatta piazza pulita dei venditori, resteranno sulla piazza proprio i distributori, e la Buy Box sarà ancora lì ad alimentare la guerra fra di loro. Tutto questo finirà con l’abbassare del tutto i margini del commercio.  Perciò se si dovessero considerare solo gli effetti di lungo periodo il suggerimento che ti posso dare è restane fuori.

Promuovi è un’agenzia specializzata in SEO, SEM e SMM . Ci occupiamo di dare sostegno alle aziende che intraprendono progetti di e-commerce per vendere con successo sul mercato nazionale e su quelli internazionali. Vendere e fare fatturato; questo il fine. Operiamo sugli Owned Media aziendali con Prestashop, Magento e WordPress o sulle piattaforme multicanale come Ebay, Amazon, Eprice, ecc.
Contatta il nostro staff se sei interessato ad approfondire.

LA SITUAZIONE IN ITALIA DEI SELLER SULLE VENDITE LOCALI

Non occorre leggere nei fondi del caffè per indovinare a che punto siamo in Italia. Grosso modo, e tentando qualche considerazione che potrebbe sembrare indebita solo agli occhi dell’analista che usa guardare grafici, curve e dati di mercato, si può tentare una prima conclusione.  In questa fase, quella della moria dei seller, già ci siamo, quantomeno nel comparto dell’elettronica.  Forse quelli che hanno adottato il sano principio dell’antidoto offerto dai cataloghi con alcune migliaia di prodotti che permette, per le note leggi dei “grandi numeri” di conquistare alcune buy box facendoli campare con la randomizzazione delle vendite che gli deriva dalle semplici leggi della statistica, se la cavano ancora.  Intendo dire che vendite da buy box se ne possono fare parecchie anche solo da fattori casuali, per esempio con la fine delle scorte di magazzino di un venditore concorrente o esportando su un Marketplace che ancora non ha quell’ Asin o lo ha ma a condizioni di vendita poco competitive che dunque favorisce l’ingresso di nuovi competitors, e via dicendo. Ricompreso però nelle ipotesi di essere un seller con poche centinaia di prodotti, di operare nella vendita dell’elettronica di consumo, e di stare sulla piattaforma in Italia, ovviamente senza godere del vantaggio di avere prezzi di acquisto da distributore – tutti casi piuttosto ordinari – beh, con i margini delle commissioni ghiottissime che vanno nelle tasche di Amazon, credo che si possa solo tirare a sopravvivere con le vendite.

INTRODUZIONE AL PROGRAMMA GLOBAL SELLING

Ora fatte queste dovute premesse possiamo tornare al tema che oggi farà da bussola dei nostri ragionamenti. Dopo il lancio del programma paneuropeo sempre mirato a creare maggior competizione ai seller portandoli su altri Marketplace, entra ora anche in campo l’Amazon Global Selling.  Lo possiamo definire un vero e proprio servizio, un’opzione che la piattaforma vuole dare per esportare anche fuori Europa. Per essere precisi le parole che usa in un comunicato stampa recente dice:

>> Global Selling is an exciting new venture which provides Amazon customers access to millions of products by making it easy for international sellers to provide their selection across borders<<

Un programma insomma che riguarda tutta la rete mondiale di Amazon e che noi in questa sede vedremo di presentare per sommi capi dal punto di vista dei seller presenti su Account nella Rete Europea.

Ci tengo subito a dire che non sono solo i petali a contraddistinguere i fiori, ci sono anche le spine, almeno su alcune varietà. Insomma se vuoi le rose sappi che devi prenderti anche le spine. E la promessa di Amazon, che è sempre molto suadente, in realtà offre un servizio poco customizzato come scopriremo presto.

Con il programma non hai dubbi su come gestire l’inventario: puoi spedire i prodotti al centro o ai centri logistici europei di Amazon nel Paese di tua preferenza e lasciare che Amazon li distribuisca in base alla domanda prevista. Stoccando i prodotti più vicino ai clienti, potrai affidarti ad Amazon per la gestione e la consegna rapida degli ordini ed usufruire delle sue tariffe di logistica. Con il Programma Paneuropeo tali tariffe sono scontate rispetto a quella standard della Rete Logistica Europea. In tal caso Amazon si occuperà della distribuzione dei tuoi prodotti in tutta Europa senza costi aggiuntivi. Potrai anche usare il servizio di Prime in tutti e cinque i marketplace europei della piattaforma. Infine è incluso il servizio clienti nella lingua locale dei suoi cinque marketplace europei, che ti avvantaggia per le richieste, le restituzioni e i rimborsi che sottendono all’intero processo di vendita.

PROGRAMMA PANEUROPEO E PROGRAMMA DI GLOBAL SELLING

Il Programma Paneuropeo serve per vendere solo in Europa e hai dei vantaggi interessanti perché unisce le fila di due grandi forze sinergiche:

  1. Quella del mercato unico europeo per cui di fatto si è liberi di esportare i prodotti entro l’UE (ma non tutti i prodotti) e non ci sono dazi da pagare però ci possono essere altre formalità fiscali da tenere ben in considerazione. Sotto l’ombrello europeo si sconta il vantaggio, se si è seller italiani, che le esportazioni sono facilitate dalle normative vigenti.
  1. Quelli della piattaforma che è molto forte a generare traffico sui 5 Marketplace europei e che unisce, alla visibilità ed alla gestione degli ordini ,due grossi programmi di logistica noti come Rete Logistica Europea ed Inventario Internazionale che sono ben riassunti qui.

Il programma di Global Selling prevede invece una sinergia fra tutte le piattaforme di Amazon. Però attenzione perché vendere fuori dall’Europa non è uno scherzo.  Le ali protettrici del gigante di Seattle non salvaguardano i seller dagli aspetti legali e fiscali e, improvvisamente, chi aderisce al programma si trova a dover affrontare un bel po’ di problemi.  Prima però di metterli al centro del nostro mirino facciamo un passo indietro e volgiamo lo sguardo nella direzione delle considerazioni da fare per valutare se è conveniente vendere all’estero.

COSA CONSIGLIA AMAZON PER DECIDERE SE VENDERE ALL’ESTERO

Ecco cosa consiglia Amazon quando si tratta di affrontare la decisione se usare la sua piattaforma per vendere all’estero. Ti consiglio di leggere questo paragrafo solo se vuoi effettivamente sapere quali sono le best practices dispensate dalla piattaforma.

L’idea è quella delle 4P (se non sai di cosa si tratta vedi qui), Amazon ci segnala che una valutazione congrua è utile perseguirla scomponendo l’analisi secondo il noto schema:

Prodotto >> Prezzo >> Posizionamento >>  Promozione 

PRODOTTO: parti dai tuoi best seller.  Sei incoraggiato a valutare se quello che vendi maggiormente sul tuo mercato domestico può essere un utile punto di partenza per vendere altrove.  Come fare? Amazon non lo spiega.   Dice solito di domandarti come mai quei prodotti vendono bene e dunque ti suggerisce di metterti in ascolto sui mercati verso i quali li vorresti esportare e chiederti se lì avranno altrettanto successo.  Boh!

Altra perla è quella dei prodotti stagionali.  Il succo è questo: se la stagione sul mercato italiano è terminata ed hai ancora del magazzino perché non smerciare sui paesi in cui tale stagione non è ancora passata?  Boh per la seconda volta!

Cosa sottende questa sorta di pensiero mistico? Forse che se vendiamo articoli di abbigliamento stagionali come vestiti allora proviamo a vendere quello che è l’invenduto sul mercato messicano (per esempio) dato che lì le stagioni sono invertite?  Sono certo che nel mare magnum dei mercati e dei prodotti qualche combinazione vincente potrebbe venire fuori da questa proposta ma utile a quanti? Al 5%? All’ 1% dei seller….

Poi finalmente arriva un consiglio saggio.  Più o meno l’idea è questa. Se vuoi iniziare a vendere su mercati esteri lascia che a fare da test sia un catalogo ben fornito, con uno pingue rischieresti di farti un’idea molto approssimativa di quello che puoi effettivamente raggiungere.  Su questo punto voglio metterci del mio.  Cona la mia esperienza di consulente posso dire che questa è fra le tretegie migliori che Amazon consiglia.  Il ragionamento è giusto, anzi giustissimo: testa il nuovo mercato con il maggior numero di prodotto possibile.  Fai però attenzione alle esportazioni automatizzate del pannello di controllo per varie ragioni.  Primo stai attento che se l’ Asin è lo stesso verifica che il prodotto sia effettivamente quello. Non mi sorprenderebbe affatto se avessi un bel gruppo di rubinetteria con lo stesso codice e poi selezionando il prodotto ti accorgessi che le misure o le foto o persino entrambe non fossero uguali! Importante? Assolutamente sì.  Infatti quell’ordine ti poterebbe a dover affrontare una delle due tipiche situazioni che ti suggerisco ora.  La prima. Il prodotto che hai non ha la misura che è sul mercato estero. Devi annullare l’ordine. Per il tuo punteggio rivenditore non è buono.  Oltre al fatto della scocciatura.  Caso ulteriore (seconda) hai la misura ma la foto non è conforme con il prodotto che hai tu.  Lo mandi ed il cliente perché non te ne sei accorto e lui ti chiede un charge back.  Non puoi fare nulla ha ragione al 100%.   Dunque la conclusione: da un punto di vista di probabilistico è assolutamente corretto puntare ad esportare un catalogo molto ampio ma fai attenzione, devi verificare prodotto per prodotto ciò che è stato esportato.  A quel punto ti accorgerai anche di un’altra cosa – apriti cielo! –  troverai, se cerchi bene, dei prodotti che hai nel tuo catalogo italiano ma che, sulla piattaforma su cui hai esportato, hanno Asin diversi!  Cercali ed identificali così li potrai collegare al tuo catalogo esportato.

Amazon mette in evidenza, circa il listato di un catalogo esportato che si contraddistingue per le grandi dimensioni, come sia rilevante ai fini del traffico che gli utenti generano: maggiore il catalogo, maggiori le sessioni (o visite) e maggiori le potenziali vendite.  Se hai accesso come seller avrai accesso ad un report noto come Vendite e traffico pagina prodotto (che vedi nello screen shot) che ti sarà molto utile.

Ora sul fatto che potresti trovare un turbinio di vendite all’improvviso (io te lo auguro ed in effetti mi è capitato di vederlo) sei favorito almeno in una cosa: il pannello di controllo contabilizza tutte le vendite e dunque ti permette di contare quanti pezzi ai venduto su tutti i Marketplace.  Fai dunque molta attenzione che l’inventario in cui dichiari le quantità di prodotti che hai siano corrette per evitare – come la peste! – di restare sfornito senza poter accontentare tutti i clienti che hanno concluso l’ordine.  Il demerito affibbiato da Amazon a questo evento comportamento è particolarmente elevato e il tuo punteggio rivenditore ne risentirà vistosamente.

Ora però vorrei tornare all’equazione che Amazon propone e che ti riassumo in queste parole:

>> trasferisco un inventario ben nutrito di prodotti su un Marketplace estero e vedo come và così capisco quali sono i prodotti che “tirano” <<

In realtà è più uno slogan che una vera e propria tecnica vincente. E infatti non è affatto così che andrà.  Hai trasferito il tuo catalogo su un diverso mercato, lo hai ottimizzato per essere certo che vendi effettivamente quello che è nella scheda prodotto (la foto, le misure ecc., tutto corrisponde) hai anche dei buoni prezzi e così credi aver fatto tutto correttamente e con questa operazione hai anche identificato X prodotti che vendi, vendi bene, o vendicchi, non importa.  In realtà hai capito molto poco delle tue potenzialità.  Non hai ancora usato un software per il gestone dinamica dei prezzi, dunque non sai se con lievi modifiche su di loro potresti avere un ulteriore impennata di ordini e soprattutto non sai nulla dell’effetto logistica Amazon.  Di tutti questi aspetti di ottimizzazione qui non ho la possibilità di approfondire perché devo riprendere il tema dell’analisi di Amazon sulle 4P.  Dopo il prodotto abbiamo le osservazioni sul Prezzo.

PREZZO: qui le note di Amazon sono molto spicce e ci rammentano la lista dei costi che un’azienda commerciale deve sostenere per vendere all’estero. Essi sono

I costi di spendine

I costi di shipping dei resi delle merci ordinate e poi restituite dal potenziale cliente che però ora, in qualità di resi internazionali sono soggette ad extra costi per le tratte internazionali o per lo stoccaggio in magazzini esteri

I costi del servizio clienti nella lingua parlata nel mercato su cui si è deciso di vendere

I costi di conversione valutaria che ci sono se la vendita è fatta fuori EU.

I costi per tradurre le proprie schede prodotto per gli ASIN che si sono aggiunti nel caso in cui sul mercato di esportazione non fossero stati presenti.

Tasse e dazi per i quali rinvio alle note stesse di Amazon, qui.

DISTRUBUZIONE (PLACEMENT): qui Amazon riferisce al fatto della distribuzione del prodotto e dunque della sua rete logistica.  In questa direzione vengono offerti due servizi : il programma FBA o l’ FBA multicanale.  Con entrambi potrai spedire tutto, o una parte del tuo magazzino, presso uno dei suoi centri logistici e, loro faranno le consegne e si occuperanno anche dei resi. Spetta al seller solo di inviare gli ordini (attraverso il proprio pannello di controllo) ad Amazon per far partire e impacchettare la merce. Il fatto che viene giustamente messo in rilievo nell’offrire il servizio è che non si tratta solo di consegnare dei prodotti ma anche di fare il packaging.  Quando il seller si trovasse a dover valutare se è più conveniente vendere da sé o mandare la merce ad un centro raccolta di AMZ deve valutare anche i suoi tempi e costi di processo per l’elaborazione del packaging tenendo però conto che deve comunque sostenere una loro quota dal momento che nel mandare la merce ad AMZ e dunque fare delle operazioni di impacchettamento e sostenere i costi di invio fino al loro magazzino. Il programma FBA implica l’evasione degli ordini che provengono solo dalla piattaforma mentre il Multicanale ingloba anche gli ordini che il seller riceve dal suo sito di e-commerce (owned media) nel caso sia interessato ad usare AMZ per concentrare il lavoro distributivo con un unico player di spedizioni.

PROMOZIONE: anche qui AMZ non ci risparmia e cade nel suo frequente difetto di autoreferenzialità. Invece di proporre un’analisi comparata i suggerimenti oltre che spicci sono inutili. Infatti ci suggerisce le formule di promozione dei prodotti dentro la sua piattaforma. Che senso ha, dovremmo chiederci, in un testo che suggerisce al potenziale seller di analizzare le opportunità di entrare nel programma di vendita se ciò che ci propone si limita esclusivamente ai suoi servizi?  Sarebbe come se la Nike si offrisse di farci un’analisi se conviene o meno acquistare un paio di sue scarpe e come alternative ci mettesse delle scarpe anch’esse di sua produzione.

Tautologia? Autoreferenzialità? No, semplice astuzia.  Amazon parla coinvolge propone lancia video, testimonianze, link, insomma ci bombarda ma, alla a conti fatti, la sua comunicazione è sempre indotta ed autocelebrativa. Circa le proporzioni l’invito allora è di sapere come funziona il progetto promozionale dei prodotti che un seller può portare sulla piattaforma e se sei interessato puoi partire da qui.

VENDERE ALL’ESTERO – IL GLOBAL SELLING E GLI ASPETTI LEGALI

Per chi avesse sperato che il gigante di Seattle fosse un’agenzia di servizi, uno spedizioniere che si incarica degli spetti legali della faccenda qui la delusione probabilmente scenderà sull’espressione del suo viso.

Infatti già per vendere in Europa, è necessario conoscere quali normative, quali standard e quali requisiti di certificazione legali il seller, e non AMZ,è chiamato a conoscere e rispettare .

In ogni paese vigono requisiti legali e di settore per la vendita di prodotti ai consumatori. In ogni paese esistono leggi che riguardano i diritti di proprietà intellettuale, la sicurezza dei prodotti, la sicurezza ambientale e altri requisiti applicabili. Lo stesso vale per tutti i Marketplace. Prima di vendere è necessario fare delle ricerche ed informarsi almeno sui seguenti aspetti:

  1. Importazione parallela
  2. Controlli sull’esportazione
  3. Contrassegni ed etichette
  4. Oneri doganali
  5. Tassazione
  6. Diritti di proprietà intellettuale
  7. Sicurezza, sanità e ambiente
  8. Conformità dei prodotti

Circa la gestione dei carichi fiscali per il Global Selling di Amazon rinvio a questa pagina che li documenta nel dettaglio.

Noi qui faremo invece un piccolo approfondimento circa la materia dell’Iva perché questo aspetto è sicuramente quello che desta maggior preoccupazione per i seller in Italia che, nella maggioranza dei casi, si limitano a voler vendere solo in EU.

GLOBAL SELLING E PROBLEMATICHE DI IVA

L’IVA è un’imposta generale sul consumo, calcolata in base al valore aggiunto ai beni e servizi vigente all’interno dell’Unione Europea.

Chi vende prodotti nell’UE o da uno Stato Membro dell’UE a un altro, deve sapere che l’aliquota fiscale può variare da paese a paese. Se trasferisci i tuoi prodotti da un paese dell’UE a un altro o se la Logistica di Amazon trasferisce i tuoi prodotti da un centro logistico a un paese diverso da quello in cui i prodotti erano stoccati, anche il trasferimento potrebbe essere trattato come una transazione soggetta a IVA. È responsabilità del seller e lui soltanto rispettare gli obblighi IVA applicabili, inclusi gli obblighi IVA dei paesi che ospitano i siti web dei Marketplace di Amazon, del paese di destinazione dei tuoi prodotti o di altri paesi.

Se importi prodotti nell’UE, potresti essere obbligato a pagare l’IVA nel momento in cui i beni entrano nell’UE (e nel paese di destinazione verso cui vengono spediti). Generalmente, l’IVA può essere pagata nello stato membro di importazione dal dichiarante. Il seller è responsabile dell’IVA sulle importazioni al momento della consegna dei prodotti, a meno che non sia stato stipulato un accordo con il fornitore che preveda l’inclusione dell’IVA nel prezzo dei prodotti e l’adempimento dell’obbligo da parte del fornitore mediante il pagamento dell’importo dovuto all’autorità fiscale competente.

La soglia per la vendita a distanza non è la somma totale di tutte le vendite effettuate nell’UE. Ogni paese dell’UE ha una propria soglia per la vendita a distanza; le soglie variano quindi da paese a paese. Rivolgiti all’autorità fiscale del paese in cui vuoi vendere i tuoi prodotti per verificare la soglia per la vendita a distanza.

INTRASTAT : oltre a compilare la dichiarazione IVA, è possibile che il seller debba assolvere ad alcuni obblighi di comunicazione per la spedizione di prodotti in un altro paese dell’UE (trasferimento dei prodotti o delle vendite agli acquirenti). Ad esempio, potrebbe essere necessario compilare i cosiddetti European Sales Listing e i modelli Intrastat sia del paese di partenza che del paese di arrivo del prodotto. Questi modelli possono includere informazioni quali il paese di spedizione del prodotto, il paese di destinazione del prodotto nonché informazioni sui prodotti. Per maggiori informazioni su Intrastat puoi visitare:

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ITALIA:

 

http://www.intrastat.biz
UNIONE EUROPEA : http://europa.eu/legislation_summaries/internal_market/single_market_for_goods/free_movement_goods_general_framework/l11011a_en.htm

 

GERMANIA: http://www.destatis.de/jetspeed/portal/cms/Sites/destatis/Internet/DE/Navigation/IntraExtrahandel/Intrahandel/Intrahandel.psml

 

REGNO UNITO: https://www.gov.uk/government/publications/notice-60-intrastat-general-guide/notice-60-intrastat-general-guide

 

FRANCIA:

 

http://www.douane.gouv.fr/page.asp?id=3252
SPAGNA: http://www.agenciatributaria.es/AEAT.internet/Inicio/Aduanas_e_Impuestos_Especiales/Intrastat/Intrastat.shtml

 

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CONSIDERAZIONI SULLE SPEDIZIONI PER IL GLOBAL SELLING

Attraverso il portale Seller Central puoi accedere agli strumenti necessari per gestire gli ordini. Vedi sotto come si presenta la Home Page del pannello di controllo in lingua italiana, ora settato per le vendite in Italia.

Dal Seller Central puoi visualizzare tutte le informazioni utili, come il numero di ordini da inviare, la valutazione dei feedback, il riepilogo dei pagamenti, gli ordini da te gestiti e quelli gestiti da Amazon, ecc. Poi c’è lo strumento (lo vedi al centro della pagina) noto come Amazon Tutor che fornisce informazioni in grado di aiutarti a gestire al meglio l’inventario e ad aumentare le vendite.

Quando devi valutare se entrare nel programma di Global Selling un punto fondamentale, credimi perché ce lo insegnano proprio le richieste che continuamente riceviamo dai seller in difficoltà, sono spesso collegate a come effettuare le spedizioni.  Le domande più frequenti sono: chi si occupa della spedizione? Come spediamo? In che tempi?  Su quali mercati? ecc.

Ora non affronteremo qui nel dettaglio questo tema a cui dedicherò un successivo post. Però faremo alcune osservazioni e daremo alcuni link che potranno essere utili. Circa l’evasione degli ordini puoi scegliere di gestire gli ordini dei clienti occupandoti tu stesso dell’imballaggio e della spedizione, oppure puoi decidere di iscriverti al programma Logistica di Amazon e affidare il ritiro, l’imballaggio e la loro spedizione a personale esperto. E’ sufficeiente inviare l’inventario (tutto o una sua parte) a un centro logistico di Amazon.

Se le note che seguiranno non ti sembreranno sufficienti per risolvere i tuoi dubbi puoi contattare il Team di Pormuovi che si occupa di fornire dei servizi qualificati per vendere con successo su Amazon ed esporci le tue richieste.

GESTIONE DEGLI ORDINI SU SCALA INTERNAZIONALE

Amazon lavora, in effetti qui lo dobbiamo ammettere, per semplificare le operazioni di avvio e gestione della tua attività su scala internazionale. A tale scopo, vengono aggiunti spesso nuovi strumenti e servizi come abbiamo già avuto modo di rammentare.  Uno di questi è certamente la Programma Paneuropeo relativamente al quale abbiamo già scritto in un precedente post. Una volta che inizi a ricevere i primi ordini, la gestione di questi ordini può rivelarsi una sfida.  Amazon offre soluzioni in grado di aiutarti, sia che tu decida di gestirli da solo, sia che tu scelga di affidarti ad Amazon anche per la loro gestione.

GESTIONE AUTONOMA DEGLI ORDINI: se decidi di gestire gli ordini da solo e vuoi spedirli in un altro paese, ricordati di informarti di tutti i requisiti doganali pertinenti. Puoi scegliere di utilizzare un corriere privato oppure inviare i pacchi tramite il sistema postale. Indipendentemente dal corriere scelto, ti suggerirei di contattarlo per informarti sui costi di spedizione, sulle restrizioni in merito alle dimensioni, sulle caratteristiche del peso, ecc.  I conteggi sui costi sono importanti e vanno fatti accuratamente.

Gli ordini spediti in un altro paese potrebbero essere soggetti a imposte sull’importazione, oneri doganali e commissioni applicate dal paese di destinazione.

Anche se ti occupi direttamente dell’imballaggio e della spedizione, Amazon attraverso le funzioni del pannello di Seller Central e con il servizio Tutor ti può aiutare ad incrementare le vendite e facilitare la gestione del tuo magazzino.

GESTIONE DEGLI ORDINI TRAMITE LOGISTICA DI AMAZON: se hai stabilito che puoi vendere il tuo prodotto in un determinato Marketplace, ma preferisci non gestire da solo gli ordini dei clienti, Amazon può farlo al posto tuo. Se ti iscrivi al servizio Logistica di Amazon è il suo staff che si occuperà di ritirare, imballare e spedire l’inventario per conto tuo.

Tieni conto che con Logistica di Amazon è possibile esportare prodotti (solo quelli idonei al servizio) nei seguenti 9 o 26 stati membri dell’Unione europea:

9 paesi: Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Irlanda e Portogallo.

26 paesi: Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Irlanda, Portogallo, Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia.

Amazon fornisce inoltre il servizio di assistenza clienti e si occupa della gestione dei resi degli ordini che spedisce per tuo conto. Affidando ad Amazon la gestione degli ordini, hai in effetti uno sgravio considerevole di lavoro e di responsabilità e potrai dedicare il tempo risparmiato a consolidare ed ampliare ulteriormente la tua attività. Per come è strutturata con una certa maliziosità la piattaforma, accettando di lavorare con la logistica di Amazon potrai anche incrementare le vendite, fornendo maggiore visibilità ai tuoi prodotti e offrendo opzioni di spedizione rapida ai clienti di Amazon per esempio con la validazione del servizio Prime.  Non è un segreto che Amazon favorisce i prodotti spediti con la sua logistica e i prodotti in Prime come puoi leggere in questo nostro post circa l’acquisizione della Buy Box. Infine, per gli ordini evasi dalla Logistica di Amazon, c’è il supporto dall’assistenza clienti del portale che si occuperà di rispondere alle loro domande su tutta la trafila della vendita/consegna e nella lingua parlata nel mercato di vendita, cosa non da poco per tante aziende commerciali italiane non sufficientemente dimensionate.

Il take away finale è:

Valuta con attenzione le offerte solleticanti di Amazon. Il portale non è per tutti. Chiedi l’aiuto dei professionisti per affrontare un processo che potrebbe avere rischi e costi nascosti che non hai valutato. Contatta il nostro staff per una consulenza o per iniziare un progetto di vendita on line multipiattaforma.

Se vuoi proporre altre osservazioni circa il programma di Global Selling di Amazon fallo pure, segnalamelo commentando il post. Partecipa alla conversazione e se mi dai qualche spunto lo inserirò nel blog